(Alla deriva)
Poirot
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They were all, it seemed, under the sway of this absurd little man with the big moustaches.
Sembrava che fossero tutti sotto l’influenza di questo assurdo ometto con grandi baffi.
(Pagina 265)
Durante la guerra in un club Poirot ascolta per caso una storia molto particolare raccontata da un altro degli ospiti del club. Alcuni anno dopo si ritroverò coinvolto in un omicidio che coinvolge le stesse persone di cui aveva sentito parlare quella sera al club.
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Il segnalibro che ho usato durante la lettura. |
La trama di questo romanzo mi ha subito intrigato molto: siamo nell’autunno del 1944, Poirot ascolta una storia peculiare, e poi passiamo subito alla primavera del 1946, maggio, quando Poirot riceve una visita attinente a quella famosa storia. E poi Poirot scompare, che quasi mi stavo dimenticando c’era anche lui nel romanzo! E infatti dopo un po’ mi stavo un po’ annoiando, anche se è chiaro che tutta la parte centrale del libo serve per presentare bene i personaggi e farci comprendere tutte le dinamiche tra loro prima che si arrivi all’omicidio. Però io ero molto curiosa di sapere come si sarebbe evoluto quello che abbiamo visto nei primi capitoli!
Per fortuna poi Poirot ritorna nella seconda parte e devo dire che alla fine il romanzo mi è piaciuto anche perché, non posso farne a meno, mi emoziono sempre un po’ di più quando riesco ad indovinare qualcosina! Solo proprio la scena finale mi ha shockata: Rowley ha cercato di uccidere la fidanza, Lynn, ed è stato fermato dall’arrivo di Poirot. E per questo lei, che fino a quel momento aveva titubato se sposarlo o no, si convince finalmente per il sì! Perché lei non ama la sicurezza! Capisco che erano altri tempi ma veramente troppo triste!
Commento generale.
Un romanzo che per un po’ mi ha annoiato, ma che nella seconda parte, quando ritorna in scena Poirot, ha saputo compensare!
Copertina e titolo
La copertina della mia edizione non è brutta, ma non c’entra nulla col romanzo, se non con il prologo in cui Poirot si è “rifugiato” in un club durante un bombardamento. Il titolo viene dal Giulio Cesare di Shakespeare. Quello italiano è, una volta tanto, la semplice traduzione dell’originale.
Bonus
Come al solito grazie al sito Delicious Death una carrellata di copertine di varie edizioni originali e italiane di questo libro.





Qui sopra, da sinistra verso destra, copertine inglesi: Collins Crime Club, 1948 (la più vecchia, con una bella immagine che richiama il concetto di marea); Dell Books, 1974 (un po’ strana, ma bella, specie perché anche questa richiama, ancora meglio della precedente, il concetto di marea che trasporta); HarperCollins, 1996 (la casa crollata penso si riferisca a quanto avvenuto prima dell’inizio del romanzo: sicuramente attinente, ma boh, avrei scelto qualcos’altro!); HarperCollins, 2002 (un po’ generica, ma molto suggestiva! Mi piace!); HarperCollins, 2015 (ancora un’altra copertina con riferimento ai bombardamenti: bella, ma davvero un po’ fuori tema, secondo me!).





Qui sopra, da sinistra verso destra, copertine italiane: Il Giallo Mondadori, 1951 (la più vecchia italiana, credo di aver capito a che scena si riferisce, non particolarmente rilevante, secondo me); Mondadori, 1986 (come sempre per queste copertine anni 80, molto incasinata, c’è Poirot, più o meno attinente – anche se non capisco bene tutte le immagini – non brutta ma niente di che); Mondadori, 1995 (non l’ho capita, non mi piace particolarmente); Mondadori, 2003 (mi piacciono queste copertine che sono quasi “simboliche”, e questa non è male, visto che il denaro era una parte fondamentale della trama); Mondadori, 2015 (uguale alla copertina HarperCollins del 2008, ancora una volta con la scena del bombardamento).
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Stranded di Ken’sKam |
Sfide
Un po’ di frasi
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